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Le sorprese della montagna PDF Stampa E-mail
Mettere in programma un’escursione sociale a oltre 3000 metri a ottobre inoltrato è sempre piuttosto azzardato. Per questo motivo già da quindici giorni tenevo costantemente il meteo sotto controllo e, per fortuna, il tempo si era mantenuto buono e domenica era previsto bello stabile; l’unico fenomeno di rilievo era stato, nell’ultima settimana, un progressivo e repentino abbassamento delle temperature, peraltro piuttosto normale visto il periodo dell’anno.
Quindi il giovedì in Sezione le raccomandazioni vertono, oltre sul fatto che la gita non è particolarmente complicata, ma richiede comunque allenamento e abitudine alla quota, sulla necessità di coprirsi con materiale adeguato, considerata la scarsa possibilità di avere una temperatura superiore a zero gradi per tutta la durata dell’escursione.
Domenica mattina partenza alle 6 in punto;  rituale sosta in autogrill a Priero ancora al buio e poi via, che la strada per la Val Maira è lunga… nel frattempo albeggia e i monti che si cominciano a scorgere nelle prime luci del mattino hanno un inaspettato ma inconfondibile colore bianco… possibile?
Non c’è ombra di dubbio. La prima neve ha imbiancato le vette nord occidentali a bassa quota. Subentra un po’ di apprensione circa il fatto di poter condurre in porto la gita, ed ancor prima di poter arrivare con l’auto al punto di partenza di Borgata De Costanzi (m. 1723).
La sorpresa è generale; addirittura qualcuno di noi, arrivato prima in paese, nell’attesa dell’arrivo delle altre auto informa la barista di Prazzo, evidentemente distratta, che nella notte ha nevicato.
Comunque decidiamo di tentare; facendo avanzare per primo il veicolo più pesante del lotto (a trazione integrale), le auto procedono in colonna, a ritmi bassi e cercando di non fermarsi… fortunatamente è più apparenza che sostanza, la strada è praticamente pulita ed anche l’escursione si può tranquillamente portare a termine con generale soddisfazione, sia da parte di chi è arrivato in vetta sia da parte di chi si è fermato poco prima; il freddo, in virtù della nevicata notturna, è molto meno intenso di quanto previsto (fa addirittura quasi caldo) e consente anche ai pochi che non se la sentono di arrivare sino in cima al Chersogno di poter rimanere al riparo sul pianoro sottostante la Punta della Gardetta (nel caso di gelo avevamo comunque l’alternativa del Bivacco Gandolfo al Lago delle Camoscere, nuovo e sempre aperto). La discesa viene affrontata con le dovute cautele, ma nessuno dei partecipanti riscontra particolari difficoltà e chi ne ha qualcuna in più viene adeguatamente assistito.
Morale: bella gita, credo tutti siano risultati contenti, la giornata è stata stupenda. Certo, la montagna non può mai essere sottovalutata e riesce sempre, in qualche modo, a creare delle sorprese. L’importante è che si cerchi di essere in grado di affrontare e valutare al meglio le condizioni della montagna e delle persone, per fare in modo che le sorprese, come ieri, siano e rimangano piacevoli. Il confine fra il bello e il pericolo è estremamente labile; chi programma e organizza le escursioni, chi le dirige, deve cercare di capire se è il caso o meno di andare avanti nelle condizioni date, ma alla fine spetta soprattutto a ciascuno di noi saper valutare il proprio limite, oltre il quale bisogna imparare a non andare MAI.

Piero Achelli

 
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